Sanità lombarda

E’ un periodo difficile per la lombardia e per il suo comparto Sanità. Si stanno compiendo grandi sforzi per salvare quante più vite umane.

Per questo la Lega di Arcore si schiera a sostegno della sanità lombarda, al momento impegnata nella battaglia al Coronavirus.

Una sanità che sta portando avanti una guerra, che ha perso uomini, ma che continua a combattere perché non ha perso la speranza, consapevole che vincerà contro questo infimo nemico invisibile.

Crediamo che sia di estrema bassezza e viltà attaccare coloro che in questo momento sono impegnati a lottare in prima linea e che, avendo lo sguardo rivolto all’emergenza, non hanno nemmeno il tempo di fermarsi, girarsi e rispondere alle inutili polemiche di chi li colpisce alle spalle.

Ci domandiamo perché e a chi giova, in questo momento, chiedere da un lato di non fare polemica e poi ridursi a polemizzare quasi in un atteggiamento schizofrenico.

Senza entrare nel merito delle accuse, ci si limita qui a segnalare a titolo esemplificativo alcuni degli interventi posti in essere da Regione Lombardia che, si ricorda, ha eseguito un numero di tamponi di gran lunga superiore ad ogni altra regione e sta lavorando a ritmi incessanti.

ASSISTENZA SUL TERRITORIO:

–          Rete di collaborazione con medici di medicina generale e ATS (ad esempio ATS di Milano e ATS di Pavia hanno costruito un portale dove i medici possono verificare i pazienti positivi e pazienti che son contatti diretti, con facoltà di implementare l’elenco individuando i pazienti con sintomi e contatti diretti, servizio attivo e in fase di ampliamento);

–          Ai pazienti individuati dai medici di medicina generale che necessitano di attenzione e sorveglianza (indipendentemente dal tampone) vengono distribuiti termometri per i collegamenti in telemedicina e saturimetri (ad es. Ats di Pavia e Bergamo hanno già distribuito rispettivamente 400 e 700, mentre ne sono stati acquistati altri 100mila in arrivo)

–          Individuati degli hotel per l’assistenza medica: a Bergamo, uno con 140 posti, di cui già occupati 50 con pazienti dimessi dagli ospedali e sono in attesa di negativizzazione e uno di 90 sia per i dimessi, sia per i pazienti che necessitano di sorveglianza attiva, oltre che uno a Milano in zona stazione centrale.

NUOVI PRESIDI OSPEDALIERI:

–          Da circa 700 posti letto in terapia intensiva a 1600 (numero sempre in aumento)  così come nella maggior parte degli ospedali sono state implementate e create aree per la cura dei pazienti COVID, con l’approvvigionamento di ossigeno;

–          Crema: Esercito italiano sotto il coordinamento dell’Assessore Foroni ha attivato un ospedale da campo, con una sala operatoria, 3 posti di terapia intensiva e 30 letti collegati direttamente all’ossigeno, gestito grazie all’aiuto dei medici cubani contattati direttamente da Regione Lombardia tramite l’ambasciata;

–          Bergamo: Ospedale da campo degli Alpini, dove opereranno anche i medici russi;

–          Brescia: Aree dell’ospedale di Brescia e Orzinuovi adattate per l’Emergenza Covid aumentando il numero di posti letto;

–          Milano: Nuovo ospedale in Fiera con 400 posti letto.

Questo non vuole essere un proclama, ma unicamente un messaggio di risposta e di speranza per tutti: non è il momento di cedere, per quanto sia comprensibilmente complicato, ma è il momento di credere!

 “L’incubo finirà perché anche le notti più buie alla fine hanno una bella alba, noi dobbiamo solo crederlo fortemente e l’alba arriverà”.

E dobbiamo crederci davvero, continuando a resistere ed essere rigorosi nei nostri comportamenti, per noi e per gli altri, perché per una Lombardia che resta a casa, c’è una Lombardia che lavora e insieme, stringendoci virtualmente mano per mano, torneremo a quella normalità che prima sembrava scontata e di cui oggi, forse, abbiamo capito il reale valore.

Buona giornata e un abbraccio virtuale a tutti.

#fermiamoloinsieme

Alessandra

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